Fonte: key4biz

Coltivare ortaggi, frutta e fiori in città, anche se non si ha un vero e proprio orto a disposizione, è l’obiettivo delle nuove piattaforme dell’Internet of ‘green’ Things, o green IoT. Soluzionihigh-tech per favorire la nascita dell’agricoltura in città e la diffusione degli orti urbani a chilometro zero direttamente nel proprio quartiere e condominio.

Alcuni esempi di green IoT sono le app per smartphone tramite cui monitorare il nostro ecosistema verde e provvedere all’irrigazione da remoto, i sensori digitali (per umidità, acidità terra, temperatura e altri parametri), le architetture cloud da sviluppare, gli orti  verticali, l’illuminazione grow light a LED che aiuta le piante nella crescita in luoghi poco esposti al sole e alla luce naturale.

L’Internet of green Things è anche un progetto, sostenuto da Enter Cloud Suite, WebRatio, dai makers  di WeMake e dall’Arduino User Group Milano, che si pone come obiettivo l’introduzione di nuove tecnologie nel settore agricolo in ambito urbano e domestico (anche in balcone e indoor).

Ulteriore finalità dell’iniziativa è promuovere il network Orto Diffuso, una rete degli orti urbani e più in generale dei luoghi di produzione di piante (dai balconi ai giardini condominiali, dai parchi pubblici cittadini alle aree extra urbane) per sostenere la sharing economy e lo scambio di prodotti, pratiche ed esperienze.

Di orto tecnologico e green IoT si parlerà ampiamente nell’appuntamento del 28 marzo a Milano presso gli spazi congiunti di WeMake Makerspace e Coworking Login, in occasione dell’Arduino Day 2015, manifestazione globale che, dagli Stati Uniti fino al Giappone, passando per Sud America e Africa, riunisce periodicamente la comunità open sourceinternazionale.