ponIl Programma operativo nazionale plurifondo Città metropolitane 2014-2020 si inserisce nel quadro dell’Agenda urbana nazionale e Sviluppo urbano sostenibile delineati nell’Accordo di Partenariato della programmazione 2014 – 2020.

Le priorità individuate sono in linea con gli obiettivi e le strategie della costituenda Agenda urbana europea, la quale identifica le aree urbane come territori chiave per cogliere le sfide di crescita intelligente, inclusiva e sostenibile proprie della Strategia Europa 2020.

Il Programma è indirizzato a sostenere uno sforzo comune e cooperativo, nel merito e nel metodo, tra 14 Città destinate a divenire il perno dell’area metropolitana circostante, e finalizzato ad ottenere il miglioramento di qualità ed efficienza dei servizi urbani e dell’integrazione della cittadinanza più fragile, considerando  opportunità e problemi che le accomunano su questioni di fondo, pur nella diversità concreta con cui tali questioni di manifestano.

Il DSP (Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica) è l’organismo italiano deputato alla definizione e finalizzazione del Programma.

La nota tecnica del 10 febbraio 2014 che accompagna il lancio del “PON Aree Metropolitane”, indica il paradigma “Città intelligente/Smart city” quale tematica trasversale per il ridisegno e la modernizzazione dei servizi urbani, attraverso piani di investimento per il miglioramento delle infrastrutture di rete e dei servizi pubblici e con ricadute dirette e misurabili sui cittadini residenti e, più in generale, sugli utilizzatori della città. Tre i principali risultati attesi:

  1. aumento della mobilità sostenibile nelle aree urbane;
  2. riduzione dei consumi energetici negli edifici e nelle strutture pubbliche o ad uso pubblico, residenziali e non residenziali;
  3. diffusione di servizi digitali attraverso la realizzazione di servizi che permettano di ridurre gli spostamenti fisici e di accelerare i tempi di esecuzione delle pratiche a costi più bassi (rapporti delle imprese e dei cittadini con le Pubbliche amministrazioni).

Nella versione del 22/7/2014 del PON METRO  si prende atto del vantaggio competitivo delle grandi aree urbane in termini di servizi, opportunità di offerta culturale, istruzione superiore e di sviluppo/capacità di creazione di impresa, in quanto veri e propri laboratori di innovazione.

Il PON METRO lavora in stretto coordinamento con i Programmi Operativi Regionali (POR) che in tutte le regioni italiane hanno dedicato fondi specifici alle città.

Il programma prevede di intervenire nei settori dell’agenda digitale, dell’efficienza energetica, della mobilità sostenibile, del disagio abitativo, della marginalità sociale e dell’economia sociale.

Il PON METRO vuole supportare il percorso di costruzione delle città metropolitane (enti territoriali di area vasta). Per questa ragione supporta i sindaci delle città capoluogo, ad oggi coincidenti con i sindaci delle città metropolitane, nella definizione di azioni integrate per lo sviluppo urbano. Si rivolge in particolare ai temi dell’efficienza energetica degli edifici e dei sistemi di illuminazione pubblica, della mobilità e del contrasto al disagio sociale e abitativo.

Sono state individuate 14 aree metropolitane:

  • le 10 Città metropolitane individuate con legge nazionale (Bari, Bologna, Genova, Firenze, Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia, Reggio Calabria);
  • le 4 Città metropolitane individuate dalle Regioni a statuto speciale (Cagliari, Catania, Messina, Palermo).

La scelta dei temi su cui intervenire è avvenuta attraverso un’analisi delle condizioni esistenti nelle diverse città, anche considerando la crisi economica degli ultimi anni e le difficoltà crescenti per gli abitanti e i fruitori. Inoltre, c’è stato un percorso di confronto continuo che ha visto la partecipazione dei Sindaci, dell’Associazione nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), delle Regioni interessate e delle Amministrazioni centrali competenti per materia. Si è dunque deciso che il PON METRO lavorasse in due direzioni principali:

  1. ridisegno e modernizzazione dei servizi urbani per i residenti e gli utilizzatori delle città utilizzando metodi e tecniche innovative, anche legate allo sviluppo di servizi digitali (smart city)
  2. promozione di pratiche e progetti di inclusione sociale per la popolazione e i quartieri in condizioni di disagio, attraverso la riqualificazione degli spazi e la previsione di servizi e percorsi di accompagnamento.

Le risorse disponibili per ciascuna città dipendono dalla sua appartenenza a una regione più sviluppata, in transizione o meno sviluppata. Appartengono alla prima categoria Bologna, Firenze, Genova, Milano, Roma, Torino e Venezia.

Fanno parte delle regioni meno sviluppate le città di Bari, Catania, Messina, Napoli,

Palermo e Reggio Calabria. La Regione Sardegna è una regione in transizione, Cagliari appartiene dunque a questa categoria.

Le città appartenenti alle Regioni meno sviluppate avranno la disponibilità di risorse maggiori rispetto alle altre, circa 90 milioni di euro ciascuna contro i circa 40 milioni di euro delle seconde.

Libro Bianco sulle Città Metropolitane

Decisione del 14.07.2015 di approvazione del PON Città Metropolitane

Pon Città Metropolitane

Allegato 1

Allegato 2