Nell’ambito della sua attività di impulso delle politiche urbane la Commissione Europea ha avviato la definizione di un’Agenda Urbana che va nella direzione della costruzione della rete di sviluppo e della definizione delle azioni innovative.

L’Agenda Urbana, assieme all’Agenda Digitale, è parte integrante della Strategia Europa 2020 ed attribuisce un ruolo determinante alle città europee di domani; con essa la Commissione Europea cerca di recuperare un dialogo stretto con i sistemi urbani e le città metropolitane che possono diventare uno dei fattori di ripresa per l’economia europea.

L’Unione Europea ha invitato tutti gli Stati Membri a dotarsi di un’Agenda Urbana nazionale.

All’interno del Fondo Europeo dello Sviluppo Regionale (FERS), il 5 per cento delle risorse assegnate a livello nazionale è destinato ad Azioni Integrate per lo Sviluppo Sostenibile delegate alle città.

agenda_urbana_europeaGrazie ai processi di integrazione europea, le città e le regioni sono diventate le principali protagoniste delle politiche di coesione economica e sociale attivate con i Fondi strutturali europei che hanno riguardato temi quali il disegno delle grandi infrastrutture, le iniziative per lo sviluppo regionale e il sostegno alle politiche urbane. In particolare, il fenomeno della globalizzazione ha consentito alle città europee di acquisire una nuova centralità.

Il futuro sviluppo urbano europeo dovrebbe costituirsi su forti regioni metropolitane e altre aree urbane in grado di fornire una buona accessibilità ai servizi di interesse economico generale; dovrebbe essere caratterizzato da una struttura compatta degli insediamenti con limitata espansione urbana e godere di un elevato livello di protezione dell’ambiente e di qualità di vita.

Nell’ambito delle politiche di coesione, l’Agenda Urbana Europea agisce attraverso una visione proattiva per uscire dalla crisi, raccomandando che la dimensione urbana della politica di coesione si concentri su un triplice obiettivo:

  1. aiutare le zone urbane a sviluppare le proprie infrastrutture materiali di base quale presupposto per la crescita onde sfruttare appieno il loro contributo potenziale alla crescita economica in Europa, alla diversificazione del tessuto economico e alla sostenibilità energetica e ambientale;
  2. aiutare le zone urbane a modernizzare le loro specificità economiche, sociali e ambientali con investimenti intelligenti in infrastrutture e servizi tecnologici e strettamente correlati alle esigenze nazionali e locali specifiche;
  3. riqualificare le zone urbane recuperando siti industriali e bonificando terreni contaminati, tenendo presente l’esigenza di sviluppare legami tra zone urbane e quelle rurali, al fine di promuovere uno sviluppo inclusivo, in linea con la strategia Europa 2020.

L’Agenda Urbana Europea delinea una governance urbana che sia in grado di esprimere appieno il valore della sussidiarietà, sottolineando che gli enti locali elettivi hanno una responsabilità politica diretta per quanto riguarda l’adozione delle decisioni strategiche e gli investimenti di risorse pubbliche.

In particolare viene sollecitata l’adozione di principi per la pianificazione strategica integrata.

Dal punto di vista operativo, è prevista l’attivazione del PON Città metropolitane e l’inserimento di un Asse urbano (o un Investimento territoriale integrato) nei POR regionali.

Il PON Città metropolitane è abbastanza definito: si prevede un percorso di co-progettazione tra Autorità urbane e Governo assistito dalle Regioni, nel corso del quale saranno messe a punto Azioni integrate per le città, a partire da due driver: smart city e innovazione sociale.

La fase successiva di co-progettazione tra Governo ed Autorità urbane nonché gli orientamenti che emergeranno dai PO regionali, diranno se la sfida delle città che la Commissione ha lanciato sarà raccolta dal Paese.

Un’agenda urbana UE potrebbe permettere di conseguire numerosi obiettivi. Potrebbe servire ad accrescere la qualità, l’efficienza e l’efficacia delle politiche grazie a un miglior coordinamento delle politiche, dei soggetti e dei livelli di governance e a una migliore comprensione dei contesti di sviluppo urbano in sede di concezione e di attuazione delle politiche. Potrebbe accrescere l’impegno e il senso di partecipazione delle città nel processo di definizione e di realizzazione delle politiche a livello nazionale e dell’UE. Potrebbe rafforzare la capacità delle città di promuovere transizioni e cambiamenti strutturali al fine di garantire economie urbane sostenibili e uno sviluppo sostenibile sotto il profilo territoriale, ambientale e sociale delle zone urbane. Essendo connessa a obiettivi olistici di sviluppo locale, potrebbe avvicinare il processo decisionale dell’UE ai cittadini.

Infine potrebbe essere di grande utilità per le politiche di aiuto allo sviluppo dell’UE e costituire un veicolo di promozione delle tematiche di sostenibilità globale. Un’agenda urbana UE potrebbe focalizzarsi su una serie limitata di grandi sfide sociali per l’Europa, quali la riduzione delle emissioni di CO2, gli adeguamenti climatici, l’inclusione o le variazioni demografiche.

Presidenza Olandese Chiama City Makers: Agenda Urbana Europea Alla Prova Della Collaborazione