Nel nuovo ciclo di programmazione dei Fondi Strutturali 2014-20, l’approccio dello sviluppo integrato sostenibile, in ambito urbano e territoriale, ha assunto una rilevante importanza. Le disposizioni e gli strumenti previsti dai Regolamenti e la stessa attività di animazione e networking intrapresa dalla Commissione testimoniano l’enfasi posta sulle città europee come driver per il raggiungimento della strategia EU2020.
Allo sviluppo urbano sostenibile il Regolamento FESR (n. 1301/2013, art. 6) destina almeno il 5% delle risorse del Fondo assegnate al livello nazionale.
Il FESR sostiene, nell’ambito dei programmi operativi, lo sviluppo urbano sostenibile per mezzo di strategie che prevedono azioni integrate per far fronte alle sfide economiche, ambientali, climatiche, demografiche e sociali che si pongono nelle aree urbane, tenendo anche conto dell’esigenza di promuovere i collegamenti tra aree urbane e rurali.
Il Regolamento Generale (n. 1303/2013, art. 36) definisce gli strumenti per lo “sviluppo territoriale”, i cosiddetti “Investimenti Territoriali Integrati”, che si attuano attraverso il contributo di più fondi (FESR, FSE, ma anche FEASR e FEAMP) e sono orientati a definire programmi di intervento per ambiti territoriali consistenti.
Il Regolamento FESR chiarisce che allo sviluppo urbano sostenibile possono contribuire gli ITI, un Programma Operativo specifico, o un Asse Prioritario.
Tenendo conto della propria specifica situazione territoriale, ciascuno Stato membro stabilisce nel proprio accordo di partenariato i principi per la selezione delle aree urbane in cui devono essere realizzate le azioni integrate per lo sviluppo urbano sostenibile e la dotazione indicativa destinata a tali azioni a livello nazionale.
Lo stesso Regolamento Generale (artt. 32-35) definisce lo strumento per lo Sviluppo locale di tipo partecipativo. Il Community-led Local Development (CLLD) è modellato per interventi di minore dimensione, riecheggia nella logica il vecchio Leader, ma nella attuale programmazione potrebbe essere esteso, in modo interessante, anche ad ambiti urbani e peri-urbani. Il CLLD si caratterizza per l’approccio (dal basso), integrato (anch’esso è multifondo), orientato a costruire strategie congiunte tra sviluppo e coesione sociale.
Infine, sempre il Regolamento Generale (art. 92) destina risorse pari a 330 milioni di euro, gestite dalla Commissione, per azioni urbane innovative. Il Regolamento FESR chiarisce che tali azioni innovative contemplano studi e progetti pilota orientati a sperimentare nuove soluzioni per la promozione dello sviluppo sostenibile. Istituisce inoltre la “rete di sviluppo urbano”, che è funzionale allo scambio di buone pratiche e allo sviluppo di capacità tra le città dell’Unione.
Nell’ambito della sua attività di animazione, la Commissione Europea ha avviato la definizione di un’Agenda urbana europea, come prima mossa nella direzione della costruzione della rete di sviluppo urbano e della definizione delle azioni innovative.