Vi ricordiamo che dal prossimo 2 maggio sarà possibile presentare domanda per accedere alle agevolazioni previste dalla cosiddetta  Sabatini ter, lo strumento voluto dal Ministero dello Sviluppo Economico per accrescere la competitività del sistema produttivo e migliorare l’accesso al credito per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature.

Con la circolare del 23 marzo 2016, n. 26673, il MISE fornisce numerose precisazioni sull’agevolazione.

Le regole completano il quadro fissato dal decreto interministeriale 25 gennaio 2016 che reca la disciplina della nuova “edizione” dell’intervento di sostegno, che è entrato in vigore dal 10 marzo 2016.

Le istanze dovranno essere presentate a mezzo posta certificata utilizzando esclusivamente i moduli resi disponibili sul sito del Ministero. La domanda dovrà essere inviata alla banca/società di leasing prima della stipula del contratto di finanziamento. Questa, dopo aver svolto le necessarie verifiche e previa conferma da parte del della disponibilità delle risorse da destinare al contributo, potrà concedere il finanziamento.

Il finanziamento bancario o in leasing finanziario, cui è subordinato il contributo ministeriale, dovrà essere deliberato entro il 31 dicembre 2016.

La domanda dovrà far riferimento ad un’unica unità produttiva. Qualora l’impresa intenda acquisire beni riferiti a più sedi operative dovranno presentare, per ciascuna di esse una distinta domanda di agevolazione.

Il finanziamento, a fronte del quale sarà concesso il contributo ministeriale, dovrà essere destinato all’acquisto o all’acquisizione, nel caso di operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti,beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché hardware, software e tecnologie digitali.

Gli investimenti dovranno essere riconducibili, a una delle seguenti tipologie:

a) creazione di un nuovo stabilimento;

b) ampliamento di uno stabilimento esistente;

c) diversificazione della produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi;

d) trasformazione radicale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente;

e) acquisizione di attivi di uno stabilimento, se sono soddisfatte le seguenti condizioni:

– lo stabilimento è stato chiuso o sarebbe stato chiuso se non fosse stato acquistato;

– gli attivi vengono acquistati da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente;

– l’operazione avviene a condizioni di mercato.

Ribadita l’esclusione dei singoli beni di importo inferiore a 516,46 euro (al netto dell’IVA), la circolare chiarisce che, qualora nell’ambito della medesima fornitura siano previsti più beni strumentali, nel loro complesso funzionali e necessari per la realizzazione dell’investimento, di valore inferiore al predetto importo gli stessi sono da considerarsi ammissibili purché riferibili a un’unica fattura di importo non inferiore a 516,46 euro.

Viene specificato che non sono ammissibili materiali e beni di consumo di qualsiasi importo unitario.

Sono, inoltre, escluse le spese:

– relative a “terreni e fabbricati”, incluse le opere murarie, e “immobilizzazioni in corso e acconti”;

– per l’acquisto di beni che costituiscono mera sostituzione di beni esistenti;

– relative a commesse interne;

– relative a macchinari, impianti e attrezzature usati o rigenerati;

– di funzionamento;

– relative a imposte, tasse e scorte;

– relative al contratto di finanziamento.

La circolare precisa inoltre che qualora l’impresa beneficiaria, per motivate ragioni produttive, ceda in prestito d’uso ad altra impresa attrezzature oggetto di agevolazione, la cessione dovrà risultare da contratto regolarmente registrato dal quale risulti l’ubicazione dell’unità locale in cui vengono utilizzate le attrezzature cedute in prestito d’uso nonché la finalità produttiva e la durata della cessione. Il contratto dovrà essere tenuto agli atti dall’impresa beneficiaria per potere essere esibito in caso di ispezioni e controlli.

I beni oggetto di agevolazione dovranno essere capitalizzati, ad eccezione delle immobilizzazioni acquisite tramite leasing finanziario, e mantenuti nell’unità produttiva per almeno 3 anni.

Le imprese tenute per legge alla redazione e pubblicazione del bilancio dovranno iscrivere i beni acquistati nell’attivo dello stato patrimoniale, nel rispetto dei principi contabili applicati.

Le imprese in regime di contabilità semplificata esonerate dalla redazione del bilancio, invece, ai fini dell’identificazione dei beni acquistati, dovranno dare evidenza della corretta applicazione dei principi contabili in materia di immobilizzazioni materiali, mediante una dichiarazione sostitutiva resa dal legale rappresentante dell’impresa ai sensi degli articoli 47 e 76 del DPR 445/2000, da tenere agli atti dell’impresa stessa.

La circolare specifica che in caso di variazione dell’oggetto degli investimenti rispetto a quello preventivato nella domanda e ammesso in sede di concessione del contributo, non è necessaria la preventiva autorizzazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, a condizione che gli investimenti effettivamente sostenuti posseggano tutti i requisiti di ammissibilità richiesti.

Qualsiasi variazione degli investimenti realizzati non può comunque un incremento del contributo concesso.

In ogni caso, l’impresa non può modificare il sistema di acquisizione dei beni dalla locazione finanziaria all’acquisto diretto o viceversa.

Fatto salvo il caso di attrezzature cedute in prestito d’uso, i beni acquisiti e installati presso l’unità produttiva indicata in sede di domanda non possono essere destinati, né singolarmente né in toto, ad altra unità produttiva nei 3 anni successivi alla data di ultimazione dell’investimento.

In caso di variazioni che interessano l’ubicazione dell’unità produttiva oggetto dell’investimento rispetto a quanto indicato in domanda, l’impresa trasmette, a mezzo PEC, alla banca/società di leasing e al Ministero dello Sviluppo Economico formale comunicazione della variazione con indicazione della nuova ubicazione.

Nel caso in cui intervenga una variazione del soggetto beneficiario per effetto di fusione, scissione, conferimento o cessione d’azienda o di ramo d’azienda risultante da atto pubblico o scrittura privata con firme autenticate da notaio, il soggetto subentrante ne dà comunicazione al Ministero e alla banca/società di leasing.

Fonte: http://www.abruzzosviluppo.it/new/2016/04/22/sabatini-ter-domande-al-via-dal-2-maggio/