La Carta della Cittadinanza Digitale [i]sancisce un cambiamento nel nostro modo di essere cittadini garantendo il diritto di accedere, in modalit à digitale, a tutti i dati, documenti e servizi della Pubblica Amministrazione. La qualità di questa virata dipenderà, oltre che dalla disponibilità di strumenti, risorse e connessione, da come i due protagonisti di questo nuovo corso digitale, cittadini e Pubblica Amministrazione, saranno in grado di rispondere alla necessità di innovazione . L’esito del passaggio sarà influenzato dalla disponibilità all’acquisizione, consolidamento e aggiornamento delle competenze digitali e dalla volontà di essere comunità.

L’allargamento della cittadinanza al digitale richiede di mantenere viva la riflessione sul tema dell’ inclusione digitale intesa come possibilità concreta per tutti i cittadini di esercitare unacittadinanza attiva. L’accesso ai servizi attraverso il digitale, la partecipazione in modalit àtelematica ai processi decisionali delle istituzioni pubbliche, l’accesso e riuso gratuiti di tutte le informazioni prodotte e detenute dalle amministrazioni pubbliche in formato aperto potranno divenire realtà diffusa solo accompagnando tutti i soggetti coinvolti ad essere competenti digitali.

All’attenzione rivolta alla dimensione tecnologica è necessario continuare ad abbinare l’attenzione alla crescita della “rete delle persone”, acquisire tra le priorità la costruzione dicomunità competenti i cui membri siano formati ad agire le competenze, in modo integrato e complementare, tanto nella dimensione analogica che in quella digitale. Nello scenario in cui ci muoviamo nessuna competenza può dirsi agita in modo completo senza l ’allargamento al digitale e parlare di cittadinanza è far riferimento, senza necessità di ulteriori precisazioni, anche alla dimensione digitale. Una prima azione concreta a supporto dello sviluppo dicomunità competenti è favorire la conoscenza di cosa siano le competenze digitali per la cittadinanza, perché sia necessario possederle e come si esercitino.

Gli ultimi anni ci hanno travolto sorprendendoci, ammaliandoci, immergendoci nei progressi delle tecnologie dell’informazione e comunicazione. È esperienza comune l’influenza esercitata dagli strumenti connessi alla rete che ci seguono, e presto arriveranno comunemente a vestirci, durante tutte le fasi della giornata (nel lavoro, nello studio e nel tempo libero). È arrivato il momento di svegliarsi dal torpore della meraviglia, di recuperare spirito critico e progettualità, di vivere da cittadini competenti (digitali) questo processo.

La competenza digitale è inserita tra le otto competenze chiave [ii] , individuate nella Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio “Le competenze chiave per l’apprendimento permanente” del 2006 [iii] , ritenute essenziali per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l ’inclusione sociale e l ’occupazione.

Essa è descritta come il “saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della societ à dellinformazione per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione” e risulta interconnessa con le altre 7 competenze (comunicazione nella madrelingua; comunicazione nelle lingue straniere; competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; imparare a imparare; competenze sociali e civiche; spirito di iniziativa e imprenditorialit à; consapevolezza ed espressione culturale).

L’interconnessione è evidenziata e valorizzata anche nell’Annex V [iv] del report finale del progetto di studio europeo “DIGCOMP: A Framework for Developing and Understanding Digital Competence in Europe [v] realizzato dall’IPTS (Institute for Prospective Technological Studies) del Joint Research Centre della Commissione Europea e pubblicato nel 2013.

L’intento dichiarato di questo lavoro, che ha generato prodotti di grande interesse come lagriglia di autovalutazione e il quadro di riferimento delle competenze digitali, è quello di contribuire alla comprensione dello sviluppo della competenza digitale in Europa e fissare descrittori esaustivi della competenza digitale.

In DIGCOMP la competenza digitale è declinata in 21 competenze specifiche organizzate in 5aree (1. informazione, 2. comunicazione, 3. creazione di contenuti, 4. sicurezza, 5. problem solving).

La struttura della griglia per l’autovalutazione DIGCOMP, che presenta la descrizione di 3 livelli di proficiency (base, autonomo, avanzato), per ciascuna delle aree di competenza sopra citate, è attualmente impiegata nell ’applicazione online Europass per la creazione delcurriculum vitae in formato digitale [vi] .

Lo studio fornisce, inoltre, indicatori organizzati per aree di competenza ( Annex IV) per losviluppo della competenza digitale (acquisizione del livello A – base, passaggio dal livello A – base a quello B – autonomo, passaggio dal livello B – autonomo a quello C – avanzato) che possono costituire un utile punto di avvio per la progettazione di percorsi formativi o attività di autoformazione. Per esempio, per acquisire il livello base (area comunicazione) le indicazioni sono: sperimentare diversi canali di comunicazione digitale, comprendere come utilizzare un numero ridotto di strumenti di comunicazione, acquisire la conoscenza dei principi di base per la comunicazione digitale e delle modalità di impiego delle tecnologie per la collaborazione con altri soggetti.

Il quadro di riferimento DIGCOMP si pone come un meta-framework rispetto agli attualiframework, iniziative, curricula e certificazioni, si caratterizza per la struttura modulare e presenta una tassonomia per lo sviluppo della competenza digitale per i cittadini, conindicazioni granulari e dettagliate riguardanti le singole competenze che costituiscono la competenza digitale. Per ciascuna delle 21 competenze individuate sono descritti 3 livelli di competenza e forniti esempi di conoscenze, abilità e atteggiamenti ed esempi di applicabilità nei settori dell’educazione e dell ’occupazione. DIGCOMP si presta ad essere impiegato come traccia di lavoro in interventi finalizzati allo sviluppo delle competenze digitali di target specifici, anche prevedendo ulteriori azioni di dettaglio attraverso l’individuazione e descrizione di sottocompetenze.

Per una maggiore conoscenza della struttura del framework che si compone di 5 dimensioni[vii] , andiamo ad analizzare una competenza specifica: 2.3 Engaging in online citizenship(impegnarsi nella cittadinanza online). È la terza delle sei competenze inserite nell’area 2 Comunicazione ( dimensione 1: area di competenza) le altre sono: 2.1 Interagire con le tecnologie, 2.2 Condividere informazioni e contenuti, 2.4 Collaborare attraverso i canali digitali, 2.5 Netiquette, 2.6 Gestire l’identità digitale.

La competenza “Impegnarsi nella cittadinanza online (dimensione 2: competenza) consiste nel prendere parte attivamente alla vita della società attraverso la partecipazione in rete; utilizzare le tecnologie e gli ambienti digitali per cercare opportunità utili allo sviluppo e crescita personali; essere a conoscenza del potenziale delle tecnologie inerente la partecipazione civica.

Il soggetto in possesso di un livello base (A - Foundation) per questa competenza specifica sa che la tecnologia può essere usata per accedere a servizi (erogati da amministrazioni, banche, ospedali ) ed è in grado di utilizzarne alcuni in modo passivo. Una competenza di livello autonomo (B – Intermediate) consente l’uso attivo di alcune funzioni di base di servizi disponibili online. Infine, il soggetto in possesso di una competenza di livello avanzato (C -Advanced) si caratterizza per una partecipazione attiva negli spazi digitali, è in grado di attivarsi in modo autonomo per esercitare la cittadinanza online e di utilizzare numerosi servizi in rete (dimensione 3: livelli di proficiency) .

Il cittadino competente nell’ engaging in online citizenship sa che la tecnologia può essere utilizzata per prendere parte ad attività democratiche, come la sottoscrizione di petizioni, e come tecnologie e media possono consentire diverse forme di partecipazione ( dimensione 4: esempi di conoscenze) . È capace di accedere per diversi scopi a comunità e network, di individuare e selezionare comunità, network e social media che rispondano ai bisogni di cui è portatore conoscendone ed utilizzandone in modo appropriato le funzionalità (dimensione 4: esempi di abilità). È consapevole del potenziale delle tecnologie e dei media per la partecipazione, ha una comprensione critica dei social media, dei network e delle comunitàonline, è impegnato in media partecipativi (dimensione 4: esempi di atteggiamenti) .

Passiamo ad analizzare, considerando il livello più basso e quello più avanzato di proficiency, l’applicabilità della competenza presa in esame.

Il possesso di una competenza di livello base consente ad un soggetto che desidera prendere parte ad un corso o altra attività di effettuare una ricerca in rete , per individuare quelli che rispondono ai suoi bisogni ed interessi, e di interagire con le istituzioni che li promuovono per ottenere informazioni a riguardo. Il soggetto con un livello di competenza avanzato una volta iscritto al corso/attività è in grado di “ costruirsi una presenza” all’interno dello spazio social del sito web dell’istituto di formazione con lo scopo di rendersi visibile ad altri individui con analoghi interessi ( dimensione 5: esempi di applicabilità nel settore dell educazione).

La presenza di una maggiore autonomia corrispondente ad un più elevato livello di competenza è evidenziata anche negli esempi di applicabilità forniti per il settore dell’occupazione (dimensione 5). Da un dipendente che accede al sito web del proprio sindacato per leggere, in modo occasionale, notizie, informazioni e normative relative al proprio settore si passa ad un impiegato che partecipa attivamente alle attività del portale, si impegna in attività civiche ed impiega servizi quali, ad esempio, l’assistenza legale.

La costruzione di comunità competenti che fruiscano e supportino l’allargamento della cittadinanza al digitale è un processo lento, delicato, complesso.

Il cittadino competente (digitale) è autonomo, consapevole, percepisce come bisogno l’essere membro attivo all’interno di una comunità, nutre un forte senso di appartenenza (glocale) e il desiderio di creare valore in modo collaborativo.

Per città smart occorrono cittadini smart, oltre a connettere le cose è opportuno “coltivare”, con pazienza e passione, l’obiettivo di connettere in modo significativo le persone .

Fonte: http://www.forumpa.it/pa-digitale/cittadinanza-cittadini-competenti-digitali-il-modello-digcomp