Fonte: forumpa.it

Approvata lo scorso 9 luglio e diventata Legge con il numero 107/2015, la Buona Scuola è ufficialmente l’orizzonte di azione per il sistema scolastico italiano. All’interno dell’attesissima e non ovunque benvenuta riforma, un importante spazio è riservato alla scuola digitale, in termini di competenze e investimenti.

Il potenziamento dell’offerta formativa, nel provvedimento che rende operativa la riforma, ha un valore a svariati zeri. In particolare “su digitale e innovazione – sottolineano dal MIUR – l’investimento diventa permanente: dopo i primi 90 milioni, ce ne saranno altri 30 all’anno a partire dal 2016”. Questi fondi “finanziano la diffusione del digitale e i laboratori innovativi aperti al territorio anche contro la dispersione scolastica”.

 

 

 

La formazione dei docenti

Grazie a un finanziamento ad hoc, sarà attivato un Piano nazionale per la scuola digitale, con risorse per la didattica e la formazione dei docenti. E proprio ai docenti è destinata la Cardelettronica per l’aggiornamento e la formazione: un voucher di 500 euro all’anno da utilizzare per l’aggiornamento professionale attraverso l’acquisto di libri, testi, strumenti digitali, iscrizione a corsi, ingressi a mostre ed eventi culturali

La Buona Scuola goes open

Last but not least la Buona scuola sposa l’open data.

Già per il 2015 viene stanziato un milione di euro per la realizzazione del portale unico dei dati della Scuola con la pubblicazione di tutte le informazioni relative al sistema di istruzione: bilanci degli istituti, Anagrafe dell’edilizia, Piani dell’offerta formativa, dati dell’Osservatorio tecnologico, curriculum vitae degli insegnanti, incarichi di docenza. A partire dal 2016, 100.000 euro sono stanziati per la gestione e la manutenzione del portale. “Uno strumento di trasparenza nei confronti dei cittadini e di responsabilizzazione degli istituti”, sottolineano dal Ministero.

Mentre la macchina burocratica per l’attuazione della nuova Legge è già partita, aspettiamo fiduciosi di vedere cosa nascerà dall’incrocio dei fondi stanziati per la scuola digitale e le nuove regole per l’autonomia scolastica. In altri termini come l’intelligenza e la creatività dei dirigenti, degli insegnanti e dei territori di riferimento daranno forma alla scuola digitale.

(Fonte: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca)