La Gran Bretagna punta all’Internet delle Cose come leva per la crescita, l’occupazione e la competitività. Aperte da ieri le iscrizioni al bando da 10 milioni di sterline per l’innovazione tecnologica in ambito urbano.

Internet delle coseAvvicinare l’Internet delle Cose alle persone, mostrare la sua utilità nella vita di tutti i giorni ed evidenziare il risparmio economico e l’aumento dell’efficienza come risultato diretto dell’impiego di tale tecnologia, è il fine del contest lanciato ieri dal Governo britannico per velocizzare la realizzazione delle smart cities sul territorio nazionale e stimolare la crescita economica.

In palio ci sono 10 milioni di sterline gestiti direttamente dal Department for Culture, Media and Sport (DCMS) and Innovate del Regno Unito e che andranno a valere sul fondo IoT di 40 milioni di sterline definito dal Governo a marzo per l’innovazione tecnologica ed economica delle città.

La sfida è rivolta alle aziende di tutte le dimensioni, dalle grandi alle Pmi alle startup, e le registrazioni sarano aperte fino al 23 settembre.

Città che sono motori dell’economica locale e nazionale, grazie agli investimenti pubblici e privati nel settore dell’efficienza energetica, dell’illuminazione intelligente, dei sensori (per il traffico, i consumi, l’inquinamento, la mobilità e la sicurezza), dell’app/digital economy,dell’innovazione sociale, dell’edilizia sociale, dei big data, del cloud, dei servizi location based (Lbs), dei geodati, della smart mobility (quindi anche la mobilità elettrica) e molto altro.

Un mercato di soluzioni tecnologiche e servizi che entro pochi anni (2020) potrebbe valere in tutto il mondo qualcosa come 255 miliardi di sterline (Rapporto Arup).

Il Regno Unito ha la concreta possibilità di diventare leader nel settore – ha spiegato in una nota Nick Appleyard, vice direttore di Innovate UK – grazie proprio all’innovazione tecnologica e al suo impatto sul PIL nazionale”. “Lo scopo della call – ha chiarito Appleyard –è dimostrare una volta per tutte che la qualità della vita nelle nostre città è direttamente legata alla varietà e l’efficienza dei servizi offerti a cittadini e aziende”.

In un panorama urbano sempre più complesso (da qui al 2036 la popolazione di Londra crescerà di 1,4 milioni, superando i 10 milioni), diventa di primaria importanza ridurre i consumi, ottimizzare l’uso delle risorse energetiche ed idriche, migliorare l’efficienza dei processi e delle infrastrutture, abbattere le sostanze inquinanti in atmosfera e valorizzare l’ambiente, e l’Internet of Things si pone come uno strumento adatto per affrontare tali sfide.