Big dataC’è tempo fino al 17 luglio per partecipare alla call della Commissione europea “Data in smart cities dedicata all’innovazione e lo sviluppo dell’economia digitale. Al vincitore andranno fino a 60 mila euro da investire in 6 mesi di lavoro.

L’azienda o la startup vincitrice avrà il compito di realizzare un sistema/piattaforma di raccolta, conservazione ed elaborazione dei dati urbani, provenienti dai sensori digitali disposti in città o dagli stessi cittadini (magari tramite smartphone), utile a sviluppare applicazioni di nuova generazione destinate a enti locali, cittadini e aziende.

L’Unione europea accelera sull’integrazione delle nuove tecnologie digitali e smart city nei centri urbani di grandi e medie dimensioni, convinta che l’innovazione tecnologica sia il driver necessario per ritornare a crescere e creare nuovi posti di lavoro.

Nel 2020 l’80% della popolazione europea vivrà in aree urbane e proprio le città saranno responsabili del consumo del 70% delle risorse energetiche, con conseguente aumento della soglia di inquinamento atmosferico.

I servizi di cui l’Ue necessita vanno dalla mobilità intelligente (smart mobility) all’efficienza energetica, dalla riduzione dei consumi e al taglio di CO2 e gas serra, dalla green economyalle tecnologie pulite (clean technologies). Nei diversi settori toccati dall’innovazione tecnologica ad acquisire maggior peso in questo momento sono i dati.

Il traffico, l’inquinamento, l’usura delle infrastrutture, la domanda ed il consumo di energia e di acqua, sono tutti fenomeni caratterizzati da un flusso costante di dati (misurato dai sensori e da software dedicati), che vanno raccolti ed elaborati (tramite soluzioni smart meteringM2M e internet delle cose) per ottenere informazioni utili allo sviluppo di servizi che possano migliorare l’ambiente e la qualità della vita in città.